venerdì 2 ottobre 2026

Jester's March - Beyond

 


Anno Domini 1991. Il metal tedesco continua a macinare chilometri, ma mentre la scena si divide tra chi guarda ancora alla tradizione e chi prova a spingere il pedale verso territori più tecnici e progressivi, da Dortmund arrivano i Jester’s March. Una band che non sembra avere alcuna intenzione di scegliere una sola strada.
Dopo il demo Audience to the King del 1989, capace di attirare l’attenzione dell’underground e di vendere circa 8.000 copie, arriva il contratto con la Steamhammer/SPV e soprattutto questo Beyond, album nel quale la formazione tedesca mette sul tavolo tutte le proprie carte.
I Jester’s March partono dal power metal di scuola tedesca, ma guardano con evidente interesse oltreoceano, verso quel metal tecnico e progressivo che negli Stati Uniti ha trovato in Queensrÿche e Fates Warning alcuni dei suoi principali punti di riferimento. Il risultato non è però una semplice imitazione. Beyond vive di cambi di tempo, aperture melodiche, riff più aggressivi e una certa inquietudine compositiva che impedisce ai brani di adagiarsi sui soliti cliché.
Middle of Madness mette subito le cose in chiaro, mentre False Religion e To Wicked Leaders mostrano il lato più duro della band. Rain Falls introduce invece una dimensione più atmosferica e melodica, senza perdere quella tensione metallica che attraversa l'intero lavoro, mentre Jester’s Rise e Into the Void, confermano quanto i tedeschi sappiano costruire brani articolati senza trasformare la tecnica in un esercizio sterile.
Ed è proprio nella capacità di mettere la tecnica al servizio delle canzoni che Beyond trova una delle sue armi migliori. I Jester’s March costruiscono brani articolati, ricchi di cambi di tempo e soluzioni tutt’altro che scontate, senza però perdere di vista melodia e immediatezza. Qualche passaggio mostra ancora i limiti di una band in piena fase di crescita, ma anche queste piccole imperfezioni finiscono per rendere il disco più umano e genuino.
Beyond è insomma figlio di un periodo nel quale il metal europeo stava cercando nuove direzioni senza sapere ancora quanto rapidamente sarebbe cambiato il mondo musicale. I Jester’s March provarono a guardare oltre il power tradizionale, mettendo insieme aggressività, melodia e progressive metal con una personalità che meritava maggiore attenzione.
Un disco figlio del suo tempo, certamente, ma tutt'altro che da archiviare. Perché dietro quelle chitarre e quei cambi di tempo c'è una band che aveva qualcosa da dire e, soprattutto, aveva ancora voglia di andare oltre...
Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 1991
Etichetta: Steamhammer
Genere: Power/prog metal

Line up:
Olaf Bilic - vocals
Michael Bilic - guitars
Pierre Danielczyk - guitars
Martin Hirsch - bass
Oliver Schütrumpf - drums
Ulli Köllner - keyboards

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