domenica 27 settembre 2026

Garden Wall - Chimica

 


Provenienti dal bacino d'utenza metallico della scena dell'Est del nostro Stivale, che all'epoca era territorio delle scorribande sonore di Last Warning e Black Jester, i qui recensiti Garden Wall si differenziavano dalle altre formazioni citate per una spiccata personalità, che il più delle volte si traduceva in straordinarie release in studio, come nel caso di Chimica.
Arrivati al 1997 dopo Principium, Path of Dreams e The Seduction of Madness, i Garden Wall avevano ormai sviluppato un linguaggio difficilmente riconducibile ai semplici canoni del progressive metal. L'ingresso del batterista Camillo Colleluori contribuì inoltre a rendere il sound molto più aggressivo, dando maggiore peso e dinamismo a composizioni già di per sé articolate.
Rispetto al progressive metal più tradizionale, quello dei Garden Wall rinunciava a seguire schemi troppo prevedibili: tecnica e complessità non erano il fine, ma strumenti attraverso i quali la band poteva sperimentare, cambiare direzione e creare atmosfere spesso oscure e stranianti.
Anche il titolo Chimica va letto in questa prospettiva. Il termine richiama la componente chimica dell'essere umano, la materia di cui siamo costituiti, diventando uno spunto per interrogarsi sull'uomo e sulla sua natura. Non una semplice celebrazione della razionalità scientifica, dunque, ma un concetto utilizzato dalla band per mettere in discussione l'idea di poter spiegare l'essere umano soltanto attraverso la materia.
La monumentale "Chemotaxis", oltre trentaquattro minuti, è la prova definitiva. Riff pesanti, accelerazioni, rallentamenti, aperture atmosferiche e passaggi acustici vengono assemblati in una suite continuamente in movimento. Il brano cambia pelle più volte e proprio questa imprevedibilità ne costituisce il fascino.
"Dave in the Swimming Pool","La Belle Dame, "Immer Unterwegs" dimostrano che i Garden Wall sanno anche condensare le proprie idee senza rinunciare alla personalità, tastiere e chitarre costruiscono un'alternanza fra malinconia e tensione, fino alle accelerazioni più pesanti che mantengono quell'andamento obliquo che impedisce al gruppo di cadere nella prevedibilità.
Chimica è un album che non ha bisogno di rincorrere etichette o modelli precisi. I Garden Wall possedevano una personalità sufficientemente forte per trasformare il progressive in qualcosa di più libero, pesante e sperimentale. 
Un lavoro complesso, non immediato, ma capace di confermare quanto fosse fertile e sorprendente quella stagione del metal italiano.
A distanza di anni, Chimica resta una delle testimonianze più interessanti di una band che aveva trovato una propria strada e aveva ancora parecchio da dire.
Grandiosi!!!
Beppe "HM" Diana

Etichetta: WMMS
Anno di pubblicazione: 1997
Genere: Progressive metal

Line up:
Alessandro Seravalle - vocals, guitars, organ
Mauro Olivo - keyboards
Marco Ferrero - bass
Camillo Colleluori - drums

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