venerdì 18 settembre 2026
Fiarro - Fiarro
Quando il progetto Talisphere si arenò senza riuscire a raggiungere quello che sembrava il traguardo naturale, ovvero un vero album di debutto, a rimanere con l'amaro in bocca non furono soltanto i musicisti, ma anche parecchi appassionati di quella fertile scena US metal che negli anni Novanta sfornava continuamente piccole grandi promesse.
John Fiarro, però, non aveva evidentemente intenzione di archiviare la faccenda così.
Abbandonati i Talisphere, il chitarrista decise di mettersi in gioco in proprio, costruendo una formazione vicina alla sua personale visione di power/progressive.
Questa volta il bersaglio era chiaro: registrare finalmente quell'album vero che alla sua precedente band era sfuggito. Per riuscirci si circondò di musicisti di valore, tra cui il bassista Rick Flores, mentre nello stesso periodo un altro componente della formazione, David Gallegos, era coinvolto anche nei Power of Omens, altro autentico pezzo da novanta della scena progressive metal di San Antonio.
Nasce così Fiarro, pubblicato nel 1998: un disco che non ha bisogno di proclami roboanti per spiegare le proprie ambizioni.
Il punto di partenza è un power metal americano intricato ma melodico, con un John Fiarro che non rinuncia alle divagazioni progressive, ai cambi di atmosfera e a una scrittura più articolata, ponendo le chitarre in prima linea, alternando riff pesanti, accelerazioni e assoli che mostrano una grandissima padronanza tecnica senza trasformare ogni brano in una dimostrazione di leziosità ad ogni costo.
"The Unseen" è uno dei momenti in cui la formula emerge con maggiore chiarezza, potenza, melodia e quel pizzico di complessità che impedisce al pezzo di ridursi al solito esercizio di US power.
No Surrender, invece, alza ulteriormente la temperatura e porta in primo piano il lato più aggressivo della band.
A tenere insieme il tutto troviamo il compianto Vikk Real, vocalist dalla personalità sufficientemente marcata artefice di una interpretazione esemplare, che ben si adatta bene diverse anime del disco, passando dai momenti più duri, alle aperture melodiche senza perdere mordente.
Il vero problema rimane la produzione, inevitabilmente figlia delle limitate risorse dell'underground. Il suono avrebbe bisogno di maggiore profondità e soprattutto di un sound più definito, perché alcuni degli spunti migliori finiscono parzialmente soffocati dal mix.
Ma è anche questo il fascino maggiore di Fiarro. Non è il classico album di una band che ha già conquistato tutto, è il parto discografico di musicisti che stavano cercando di riprendersi quello che era stato loro negato.
Peccato che la storia non conceda al progetto una seconda chance.
Il successivo Vision of Dreams rimarrà infatti un capitolo mai realmente concretizzato, lasciando Fiarro come testimonianza di una band che aveva ancora parecchie cartucce da sparare.
E proprio per questo, oggi, questo oscuro lavoro texano merita una rispolverata.
Non sarà il Santo Graal del progressive metal americano, ma è il documento sincero di una scena che negli anni Novanta sapeva ancora trasformare frustrazione, ambizione e passione in puro metallo.
Voto: 90/100
Beppe "HM" Diana
Anno di pubblicazione: 1998
Genere: Progressive/Power Metal
Etichetta: Self Produced
Line up:
Vikk Real - vocals
John Fiarro - guitars
Rick Flores - bass
David Gallegos - drums
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento