domenica 27 settembre 2026

Empty Tremor - Apocolokyntosys


Negli anni Novanta il fermento musicale era così vivo e vegeto che, per imbatterti in quello che sarebbe potuto diventare un nuovo fenomeno musicale, non serviva necessariamente frequentare i grandi locali o i festival più importanti. Poteva bastare una serata in un piccolo club, un concerto organizzato alla meglio o addirittura una semplice sagra di paese. La scena era talmente ricca e capillare che i musicisti si cercavano, si incrociavano, si ascoltavano e spesso bastava un'esibizione per accendere una scintilla. È un po' quello che accadde agli Empty Tremor, formazione ravennate scoperta da Daniele Liverani, destinata negli anni successivi a ritagliarsi uno spazio importante nel progressive metal italiano.
Ci sono dischi che ho sempre associato a un periodo preciso, quasi fossero fotografie rimaste infilate fra le pagine di una vecchia rivista. Apocolokyntosys è uno di questi. Basta rivedere quella copertina, leggere il nome degli Empty Tremor e riaffiora immediatamente quella scena italiana di metà anni Novanta fatta di demo, piccoli festival, sale prove improbabili e gruppi che sembravano destinati a diventare grandi e poi, per mille motivi, finivano per perdersi lungo la strada.
Gli Empty Tremor, da Ravenna, erano però tutt'altro che una meteora. Apocolokyntosys, pubblicato nel 1997, fotografa una band ancora giovane ma già sorprendentemente preparata, con Giovanni De Luigi alla voce e Daniele Liverani alle tastiere, affiancati da Christian Tombetti e Marco Guerrini alle chitarre, Dennis Randi al basso e Stefano Ruzzi alla batteria. Otto brani, oltre cinquanta minuti e una direzione abbastanza precisa, progressive metal, certo, ma con il metallo ancora ben piantato sotto i piedi.
E i Dream Theater, naturalmente, sono lì dietro l'angolo. Sarebbe inutile fingere il contrario. Ma ridurre gli Empty Tremor a una semplice copia sarebbe altrettanto ingeneroso.
The Eyes Of Universe apre con tastiere e chitarre subito in evidenza, mentre Rules Of Time lascia maggior spazio alla componente melodica. The Message Keeper è più aggressiva e compatta, Running Rusty Rails procede invece su binari più immediati.
La title-track Apocolokyntosys, quasi dieci minuti strumentali, è il momento nel quale la band mette maggiormente in mostra i muscoli: cambi di tempo, intrecci strumentali e assoli senza troppe concessioni.
Middleman torna su coordinate più dirette, Slice Of Life alleggerisce il tiro, mentre Screaming Loud The Sins Of The World chiude con una lunga cavalcata progressiva.
La personalità doveva necessariamente ancora farsi strada attraverso le influenze, che portavano sempre e comunque ben impresse nel proprio DNA artistio i colori sgargianti e le evoluzioni strumental del celebre teatro dei sogni, ma agli Empty Tremor non si poteva di certo imputare nulla, suonavano bene, erano giovanissimi ed erano affamati e forse è proprio questo che oggi mi colpisce maggiormente.
Riascoltato a distanza di quasi trent'anni, Apocolokyntosys porta inevitabilmente qualche ruga, ma conserva quella sana incoscienza di chi non ha ancora paura di osare. È il documento di una band che non aveva ancora trovato completamente la propria identità, ma che aveva già capito di poter giocare una partita importante.
Beppe "HM" Diana

Etichetta: Pick up records
Anno di pubblicazione: 1998
Genere: Progressive metal


Line up:
Giovanni De Luigi - vocals
Christian Tombetti - guitars
Marco Guerrini - guitars
Dennis Randi - bass
Stefano Ruzzi - drums
Daniele Liverani - keyboards

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