Nel 1996, mentre il metal americano attraversava una fase tutt'altro che semplice, continuavano a emergere realtà capaci di difendere con orgoglio una concezione più tecnica e ricercata del genere. Tra queste meritano attenzione i Talisphere, formazione proveniente da San Antonio, Texas, che con questo demo omonimo riuscì a mettere in mostra qualità tutt'altro che trascurabili.
Tre brani e poco più di un quarto d'ora sono sufficienti per intuire le potenzialità di un quintetto nel quale il progressive si fonde con il power metal americano, senza rinunciare a quella componente melodica che permette alle composizioni di rimanere concrete e immediate. A rendere ancora più interessante il quadro c'è poi Chris Cronk, vocalist dalla notevole esperienza nella scena texana, affiancato da John Fiarro e Sean Noone alle chitarre, Henry Sanchez al basso e Mario Sevilla alla batteria.
“Prevention” apre le danze mettendo immediatamente in chiaro le intenzioni un episodio in cui la tecnica è al servizio del riff, con chitarre che si incrociano, accelerazioni e una sezione ritmica capace di sostenere cambi di tempo senza perdere il filo della composizione ed una prestazione da paura ad opera di un vocalist dotato di una voce potente, acuta e sorprendentemente espressiva.
“Search For The Horizons” è forse il biglietto da visita migliore, sicuramente più articolata dell'opening track, nella quale emergono maggiormente le influenze progressive e il lavoro delle due chitarre acquista profonditàcon cinque musicisti sugli scudi che cercano costruire atmosfera e tensione, alternando passaggi più melodici a improvvise accelerazioni, mentre nella conclusiva “Bitter Cold”, conferma quanto ascoltato finora, aggiungendo una componente melodica ancora più marcata con una band che perché dietro la superficie aggressiva, lascia intravede ottime qualità peculiari e di scrittura.
I Talisphere sembravano avere un disco finito, questo demo del 1996 era soltanto l'antipasto, l'anno successivo la band avrebbe infatti registrato materiale destinato a un vero full-length, comprendente anche versioni riregistrate dei tre brani qui presenti. Dieci pezzi complessivi. Un album che, però, non sarebbe mai arrivato nei negozi.
E allora questa cassetta assume un valore completamente diverso.
Ascoltandola oggi si può tranquillamente perdonare una produzione figlia dei mezzi disponibili e qualche ingenuità negli arrangiamenti. Anzi, sono proprio quelle imperfezioni a restituire il sapore di un underground americano nel quale il talento non coincideva necessariamente con un contratto discografico.
I Talisphere possedevano le chitarre, il cantante, la preparazione tecnica e soprattutto le idee. Mancò quello che spesso, nella storia del metal, conta quasi quanto tutto il resto: l'occasione.
Tre brani che documentano una band che aveva già raggiunto un livello compositivo sufficiente per tentare il salto di categoria e che, in circostanze diverse, avrebbe potuto lasciare una traccia ben più profonda nella scena progressive/power americana.
Tre brani. Sedici minuti.
E un album fantasma che continua a fare rumore proprio perché non ha mai avuto la possibilità di farlo davvero.
Per chi scava nell'underground americano degli anni Novanta, questi brani sono dei veri cimeli perchè a volte la storia del metal non è fatta soltanto dai dischi che hanno raggiunto una certa notorietà.
È fatta anche da quelli che non sono mai arrivati al traguardo.
Voto: 90/100
Beppe "HM" Diana
Anno di pubblicazione: 1998
Genere: Progressive/Power Metal
Etichetta: Self Produced
Line up:
Chris Cronk - vocals
Sean Noone - guitars
John Fiarro - guitars
Henry Sanchez - bass
Mario Sevilla - drums

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