mercoledì 21 ottobre 2026

Zerotonone - No more tears

 


A volte tendiamo a pensare che il tempo sia la migliore panacea, capace di guarire ogni ferita e di restituire una prospettiva diversa anche alle delusioni più cocenti. Ma non sempre è così. Ci sono ferite che non si rimarginano, continuano a sanguinare in silenzio e a produrre lacrime che scorrono parallele al passaggio inesorabile degli anni. Lacrime, non a caso, è il titolo del mini-CD pubblicato nel 1995 dagli Zerotonone, formazione del Canavese che ha attraversato la scena piemontese con una storia breve, intensa e consumata forse troppo in fretta. Un'esperienza che ha lasciato l'amaro in bocca, difficile da cancellare proprio perché dietro quelle canzoni c'erano ambizioni, idee e una precisa volontà di sottrarsi agli schemi più prevedibili del metal, attraverso una miscela personale di progressive, crossover e rock moderno.

Altered Vision - Fantàsia


 Ci sono dischi che apprezzi solo se sei un musicista!!! Certo, anche perchè certi dischi li registri e li pubblichi solo se ami veramente la musica a trecento sessanta gradi. 
Gli Altered Vision, formazione triestina approdata alla Underground Symphony nel 1996, si muovevano lontano dagli schemi più prevedibili, guardando soprattutto al versante più elitario di una corente progressiva di estrazione rock. Quello che proponevano era un variegato mélange di sfumature che attraversava jazz, pop ed un certo heavy rock, dando vita a un mosaico nel quale ogni tassello trovava il proprio incastro alla perfezione.

martedì 20 ottobre 2026

Top Left Corner - Mystery Book

 


Nei primi anni Novanta, il progressive metal italiano sembrava prigioniero di un modello ingombrante: tutti guardavano ai Dream Theater, ma non tutti riuscivano a trovare una propria identità. I vicentini Top Left Corner provarono a percorrere una strada diversa, cercando una dimensione personale senza rinnegare la complessità del genere. Mistery Book prende forma lontano dai principali centri dell'industria discografica, ma non certo a corto di idee. La band punta sulla costruzione di atmosfere e architetture sonore, privilegiando lo sviluppo delle composizioni rispetto all'esibizione tecnica fine a se stessa. Chitarre, tastiere e sezione ritmica si intrecciano in strutture articolate, dove la ricerca melodica convive con sfumature oscure e una tensione che attraversa l'intero lavoro. La chitarra di Sergio Ghiotto fornisce il necessario appeal metallico, mentre le tastiere di Franco De Lorenzi hanno un ruolo strutturale e non da semplice contraltare. 

Fallin' Time - Point of no return

 


Questo è un disco coraggioso, non soltanto per la provenienza dei Fallin' Time, espressione di un circuito periferico rispetto ai principali centri di diffusione del metal italiano come quello barese, ma soprattutto per le strutture musicali articolate e l'ampia gamma di sonorità che scaturisce da una formazione decisamente fuori dagli schemi.