Nel 1995, mentre buona parte della scena musicale sembrava aver deciso che il metal melodico e progressivo fosse ormai roba da archiviare, i Pavlov's Dogs percorrevano ostinatamente la direzione opposta, mettendo insieme chitarre, amplificatori e idee sufficienti per realizzare il proprio album. Ne viene fuori un lavoro ruvido e ambizioso, figlio di una stagione nella quale, per una band underground americana, le idee dovevano spesso compensare ciò che mancava sul piano dei mezzi.



