domenica 6 settembre 2026

Rosae Crucis - Fede, Potere, Vendetta

 


Grandi Rosæ Crucis, un quartetto che lotta da dieci anni per riuscire a guadagnarsi il rispetto e la stima dei metal kids italiani, più che una band una vera e propria istituzione, tra gli unici inossidabili guerrieri che il metal nostrano può schierare in difesa della vera fede metallica, quella che smuove gli animi e che ci fa sentire parte di un’unica famiglia. Ma come spesso accade, anche i Rosæ Crucis riescono a dividere il pubblico fra chi li ama all’esasperazione, e chi come i giornalisti di settore li ha sempre denigrati per aver portato avanti un discorso musicale che si basava sull’uso della nostra lingua madre in un contesto musicale degno dei migliori Manowar e Virgin Steele. Eh si, bisogna ammettere che l’Italia è sempre stato un paese di esterofili ed ignoranti, soprattutto in campo metal, in cui tutto ciò ch’è straniero è figo e va bene, ma dove andremo a finire, siamo sommersi da valanghe di dischi provenienti dalla Svezia o dalla Finlandia, ma dio ci salvi dal metal cantato in italiano… Fratelli d’Italia, l’Italia se desta del metal di Scipio s’è cinta la testa…..

Intervista raccolta da: Beppe "HM" Diana anno domini 2002 - 6 gennaio

Ciao Andrea, allora incominciamo con una domanda classica, potresti riassumerci in poche parole i dieci anni di storia dei Rosæ Crucis.
In Poche Parole….Sudore, Odio, Sfiga , Sangue, Bastardi, Falsi, Vendetta, Tenacia, Orgoglio. I Rosæ Crucis, nati oramai piu di 10 anni fa, da 4 amici, hanno sperimentato diversi generi, dal grind al death, al trash,al classic, all’horror fino ad arrivare alla nuova dimensione, e con molti cambi di lineup. Il nome nasce da un interesse particolare per il medioevo mio e di Ciape, il cantante, che ci ha portati in un certo senso a paragonarci ai “Fratelli Invisibili”, la Rosa Croce. Devo dire che questo monicker oggi ci sta portando un po di problemi visto che ho ricevuto da poco minacce “legali” da parte di alcuni esponenti della “vera” Rosa Croce.

Quindi se le mie nozioni storiche non mi ingannano i Rosæ Crucis dovrebbero essere un movimento di religiosi dell’epoca medievale e non so per quale motivo legati alla massoneria moderna, mi sbaglio?
Non ti sbagli, hai detto la cosa giusta, dovrebbero. I Rosa Croce oggi sono un qualcosa di poco chiaro. Ma questo riguarda i Rosa Croce. Noi siamo i Rosæ Crucis, un gruppo che ha fatto del Metal e del Rispetto verso gli altri gli ideali di Vita. Quindi ci dissociamo completamente da qualsiasi discorso che possa portare alla Rosa Croce, all’Amore e tutte le altre cose che esulano dal Metal.

Tilt - Ride the Tiger

 


Ci sono band che, quando ne riscopri la storia a distanza di decenni, ti lasciano addosso una sensazione difficile da spiegare. I Tilt sono una di queste.
Nella seconda metà degli anni Ottanta il nome dei Tilt circolava nell'ambiente del British Metal come quello di una delle nuove promesse da tenere d'occhio. Provenienti dall'East End londinese, avevano fatto la gavetta vera, quella fatta di furgoni, piccoli locali, lunghi viaggi sulle strade inglesi e concerti davanti a poche persone. Ma avevano anche condiviso palchi importanti con nomi come Angel Witch, Wolfsbane e Paul Di'Anno, costruendosi lentamente una reputazione.
Poi arrivò Ride the Tiger.
Pubblicato nel 1988 dalla piccola T-Mac Records, l'album racchiudeva perfettamente lo spirito della band: heavy rock britannico, riff potenti, melodie immediate e una vena più aggressiva che guardava già verso il metal americano. Un disco registrato con mezzi limitati e in tempi strettissimi, ma proprio per questo capace di conservare quella spontaneità e quell'energia che spesso i budget più importanti finivano per soffocare.
I Tilt, però, sembravano destinati a qualcosa di più. Arrivarono anche gli interessamenti di EMI e Phonogram e, soprattutto, quella consacrazione arrivata da una voce che nel mondo del rock non aveva certo bisogno di presentazioni. Quando a Lemmy venne chiesto quale fosse la migliore nuova band inglese, la risposta fu semplicemente: "Tilt".
Eppure la storia prese una strada diversa.
L'industria discografica non seppe — o non volle — trasformare quelle promesse in una vera carriera. L'uscita di Dave, la successiva sostituzione con Gipsy e una crescente frustrazione portarono infine allo scioglimento della band nel 1991.
Quella di Ride the Tiger rimase così una di quelle classiche storie del rock inglese fatta di talento, occasioni mancate e tempi forse sbagliati. Una storia che sarebbe potuta finire lì.
Ma non è finita.

giovedì 4 settembre 2025

Ryal - Alliance

 


Italia terra di santi, di eroi e di....epic metallers!!! 
Si, siamo arrivati a cambiare i luoghi comuni tanta e tale e la mole di formazioni devote alla più nobile delle frange del metal classico, ed i new comer Ryal, formazione che vede affiancati fra le fila della propria line up musicisti provenienti da mostri sacri del genere come Salem's Lot ed Holy Martyr, ne sono la più lampante testimonianza!! 
Ed è ancora una volta la splendida Sardegna a dare i natali a quest'ottima compagine nostrana,  autrice di uno splendido album che, dati alla mano, possiede tutti, ma proprio tutti, i crismi del genere più nobile ed anticonformista per antonomasia, ed alterna soluzioni musicali che abbinano con naturalezza epos, lirismo interpretativo e stilettate metalliche, come in un ipotetico abbraccio simbiotico, che vive sui chiaroscuri di potenza e melodia allo stato puro.