Quanto è ancora lecito utilizzare la definizione di cult metal band nel 2026, in un'epoca in cui Internet permette di recuperare una quantità impressionante di informazioni sul passato e di scoprire gruppi provenienti da ogni angolo del pianeta? YouTube, Bandcamp e le tante piattaforme dedicate alla musica hanno abbattuto le distanze, rendendo accessibile un patrimonio sonoro che fino a qualche decennio fa restava appannaggio di pochi appassionati. Eppure, ci sono realtà per le quali l'etichetta di culto conserva ancora un significato preciso.
I Wartrains appartengono senza dubbio a questa categoria: la loro storia e la loro musica sono rimaste per anni patrimonio di quella ristretta cerchia di gloriosi metallari che ne ha custodito gelosamente il valore, lontano dai riflettori e dalle mode del momento.
Alberto Toniolo, abile maestro d'ascia e autentico deus ex machina del combo vicentino, è il fulcro attorno al quale si è sviluppata l'avventura della band, coinvolgendo nel tempo diversi musicisti che hanno contribuito a definirne l'identità. Un percorso breve, ma intenso, documentato da tre demo che testimoniano una visione saldamente ancorata all'heavy metal classico, fatto di riff incisivi, atmosfere oscure e una passione autentica per la tradizione. Oggi torniamo a parlare dei Wartrains per ricostruirne la storia, riscoprire il valore di quelle registrazioni e capire cosa si nasconde dietro una formazione che, nonostante una diffusione limitata, ha saputo lasciare il proprio segno nella memoria di chi ha avuto la fortuna di incrociarne il cammino.
Intervista raccolta da: Beppe "HM" Diana
Ciao Alberto, benvenuto sulle nostre pagine e grazie dell'onore che ci dai nel rispendere alle nostre domande. Dunque i Wartrains sono una di quelle formazioni oscure della scena metal italiana in azione tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta di cui oggi è praticamente impossibile trovare informazioni in rete, nonostante abbiate realizzato tre demo. Come nacquero i Wartrains e come vi siete incontrati?
Ciao ! Grazie a Te per l'opportunità , vedo che stai portando avanti questa missione di ricordare band emergenti e non degli anni 80 e 90 quindi sono io che Ti ringrazio per l'ottimo lavoro e per ricordare tra le tante band anche i Wartrains.
Sì effettivamente i Wartrains non hanno lasciato il segno in rete , quando il progetto si è definitivamente chiuso , tutti abbiamo preso strade diverse , internet era comunque un mezzo ancora poco diffuso ed il tempo ha fatto si che nessuno dei vari componenti abbia mai sentito l’esigenza di mettere in rete contenuti sui Wartrains anche se credo che tutti gli ex componenti conservino un bel ricordo di quel periodo.
Come forse la quasi totalità delle band di quegli anni , ci siamo formati sui banchi di scuola o comunque tramite amicizie e passaparola , Io stavo cercando una band con cui iniziare a suonare , comprai la mia prima chitarra elettrica ( avevo imparato a suonare da autodidatta con l’acustica) e tramite amicizie incontrai Daniele e Walter , come sempre accade ci furono molti cambi di line-up dovuti anche al fatto che stavamo imparando a suonare in una band , fino ad arrivare alla formazione stabile che ha registrato “End in the hell”.
Il primo demo è End in the Hell, registrato con Sergio Vettore alla voce, Daniele Montagna alla seconda chitarra, Andrea Buganza al basso e Walter Tognolo alla batteria. Cosa ricordi di quelle registrazioni e di quel primo periodo della band?
Ricordo che è stato un periodo sicuramente molto formativo per tutti , ci siamo divertiti ma abbiamo anche imparato molto , la registrazione la facemmo da amici su un multitraccia a nastro , avevamo tante idee e forse questo si sente sui vari brani , sicuramente se avessimo avuto a disposizione i mezzi odierni la resa sarebbe stata diversa.
Sempre in quel periodo si cercava di uscire live anche se era abbastanza difficile trovare possibilità di esibirsi.
Una demo che, nonostante fosse un debutto, metteva già in mostra una band convinta delle proprie potenziali attitudinali e compositive, in che maniera naquero brani come “The Journey”, “End in the Hell”, “The Prayer”, “World of Violence”, “Dark Lake”, oppure “Infernal Ice”. Quale rappresentava meglio, secondo te, l'identità dei primi Wartrains?
Sì eravamo tutti abbastanza convinti di poter fare un buon lavoro , di base si era creato un sistema di composizione che poi , da parte mia , avrei portato avanti anche nelle mie esperienze seguenti ai Wartrains , ovvero sia Io che Daniele avevamo la tendenza ad arrivare in sala prove con un brano già costruito con i riff di base per strofe / ritornelli / bridge , etc … poi assieme al resto della band si creava il brano vero e proprio quindi trovando le giuste parti di batteria , i giri di basso , il cantato , direi quindi che tutti i brani sono nati allo stesso modo : una idea di base mia o di Daniele ed il lavoro di tutta la band per arrivare al risultato finale.
Una curiosità sulla formazione: ma Walter Tognolo è tuo fratello? Se sì, com'è stato condividere con lui quell'esperienza musicale? Avevate già suonato insieme prima dei Wartrains?
No, il cognome è simile ma non uguale , Walter faceva Tognolo , Io invece Toniolo , non siamo parenti , comunque la condivisione con Walter è stata bella e proficua dal mio punto di vista , i Wartrins sono partiti con lui alla batteria e credo sia stata per entrambi la prima esperienza di band.
La cosa che colpisce guardando la vostra storia è che ogni demo sembra avere una formazione diversa. Come mai avete dovuto cambiare musicisti praticamente a ogni registrazione? Erano soprattutto motivi personali, musicali o legati alle difficoltà di portare avanti una band in quegli anni?
Sì una parte di band è rimasta fissa ed alcuni componenti hanno deciso di prendere strade diverse , succedeva spesso e direi che era una condizione normale , eravamo tutti giovani e magari si perdeva un po di interesse oppure si cercava qualcosa di diverso , sono sempre state sempre comunque delle separazioni condivise.
Dopo End in the Hell arrivano Milo Capparelli alla voce e Carlo Bucci alla batteria, mentre tu, Daniele Montagna e Andrea Buganza rimanete nella formazione. Quanto influirono questi cambiamenti sul sound dei Wartrains?
Sì, cambio di formazione con altri ottimi musicisti ( devo dire che ci è sempre andata bene )
Il cambio del sound penso sia dovuto ad una serie di concause , l’ingresso di Milo e Carlo sicuramente hanno portato delle novità e magari delle caratteristiche che prima non c’erano , nel frattempo anche Io Daniele e Andrea stavamo cambiando , maturando gusti musicali più precisi che forse hanno trovato evidenza nei nuovi brani.
Il secondo demo è Under the Church che reputo una delle miglori demo ascoltate in quegli anni, analizzandolo sembra un lavoro che ha un filo conduttore molto preciso: si tratta di un vero e proprio concept? I cinque brani raccontano una storia collegata tra loro?
Grazie per il complimento , Sì direi che eravamo attratti dall’idea del concept , anche End in the Hell è un concept basato sull’inferno Dantesco , Under the Church si sposta nel periodo dell’Inquisizione , in questo caso non è una vera e propria storia , ma i brani sono comunque tutti collegati al tema del periodo dell’Inquisizione.
Anche i titoli — da “Welcome to the Church” a “Master of the Priest”, passando per “Torture” e “Broken Rite” — sembrano costruire un'immagine molto precisa. Da dove nasceva questo immaginario velatamente dark?
In quel periodo iniziammo ad ascoltare principalmente Mercyful fate ( Melissa e Don’t Break the Oath restano per me capolavori assoluti ) e King Diamond ( anche in questo caso Fatal Portrait ed Abigail capolavori assoluti ) , ma anche Angel Witch e comunque band che erano abbastanza centrate su tematiche un po più estreme a livello di contenuti , da qui forse l’inizio di questo immaginario un po oscuro.
Sempre parlando di Under the Church: chi si occupo' del lavoro d'artwork? Ricordi come nacque quell'immagine dall'inquisitore dall'aspetto inquietante e quanto fu pensata in relazione ai brani del demo?
La copertina fu disegnata da un amico di Andrea Buganza , se ricordo bene ci incontrammo con questo amico e probabilmente l’idea fu proprio di Andrea che in base al concept propose questa rappresentazione con l’Inquisitore in primo piano che già rendeva l’idea sul contenuto dei vari brani.
Musicalmente Under the Church appare più compatto e tetro rispetto a End in the Hell. Sentivate anche voi che i Wartrains stavano trovando una propria identità? Quanto erano importanti in quel momento riferimenti come King Diamond, Mercyful Fate, Candlemass e Metal Church?
Ovviamente, tieni conto che End in the Hell era il primo demo , direi che stavamo comunque ancora imparando a suonare assieme e a comporre brani che partivano dai gusti personali di tutti che erano comunque in fase di maturazione data la giovane età , sicuramente su Under the church c’è stata una evoluzione da un punto di vista compositivo dovuta anche all’esperienza che stavamo maturando sia sugli ascolti che sulla capacità tecnica di suonare certe parti.
Com'era l'attività live della band in quel periodo? Avevate avuto occasione di supportare qualche band di peso? Avevate per caso organizzato qualche trovata scenica sul palco legato alle tematiche del vostro nuovo lavoro?
Come tutte le band dell’epoca si cercava di trovare possibilità di esibirsi live , ricordo che era particolarmente difficile ma comunque un po di date siamo riusciti a portarle a casa , non avevamo pensato a particolari trovate sceniche anche perché il budget da studenti era abbastanza limitato.
Per una band underground di quegli anni, essere inserita in una pubblicazione come Area Sismica doveva rappresentare un'importante occasione di visibilità. Che riscontro ebbe quella presenza? Ricordi se vi arrivarono contatti, recensioni o richieste dopo la pubblicazione di “Dark Lake”?
L’inserimento sulla raccolta Area Sismica è stata sicuramente importante , avevamo grandi aspettative ma non ricordo particolari feedback in seguito all’uscita , per noi comunque è stata una grande soddisfazione essere inseriti , ci dava l’idea di essere all’inizio di qualcosa di importante.
Dopo Under the Church arriva MOON CY, con una formazione ancora diversa: Andrea Buganza alla voce e al basso, tu alla chitarra e Cristian Galimberti alla batteria. Perché si arrivò a un ulteriore cambiamento e cosa rappresentava MOON CY rispetto ai due demo precedenti?
Sì ennesima rivoluzione con cambio di line-up , perdita di motivazione da parte di chi ha lasciato o comunque decisione di seguire altre esperienze musicali , quindi di tutta la band restammo Io , Andrea e Cristian e la decisione fu di provare a portare avanti la band senza mettersi a cercare altri nuovi componenti , da qui l’idea di iniziare a vedere cosa si poteva fare in 3 anziché in 5.
Le sonorità si fanno più spigolose, spingendo la band verso lidi vicini per concezione ad un power/thrash. Era ancora un progetto che consideravate a tutti gli effetti Wartrains oppure sentivate che stava nascendo qualcosa di nuovo?
Mah , probabilmente anche in questo caso i tempi stavano cambiando , Ia formazione a tre non consentiva di strutturare brani con incroci di chitarre etc… quindi siamo andati direi abbastanza per istinto verso un genere meno strutturato e più diretto , onestamente non direi che abbiamo pensato a cosa sarebbe successo in seguito e se questo sarebbe stato l’inizio di un nuovo corso , ci siamo affidati al momento e a ciò che ci veniva di scrivere senza pensare troppo al genere.
Come nacque il rapporto musicale con Cristian Galimberti? Avresti poi condiviso con lui altri momenti importanti del tuo percorso come i Raising Fear? Già all'epoca avevate percepito una particolare sintonia tra di voi?
Cristian è sicuramente uno dei migliori batteristi con cui ho avuto il piacere di suonare , la sintonia c’è stata fin dall’inizio e quando si è chiusa l’esperienza con i Wartrains ha proseguito con ottimi risultati con i Raising fear.
Guardando oggi End in the Hell, Under the Church e MOON CY, riesci a individuare una vera evoluzione musicale? Quale di questi tre lavori rappresenta maggiormente la direzione che avresti voluto dare alla band?
Sì direi che sono tutti lavori abbastanza diversi tra loro , se dovessi scegliere l’identità effettiva direi che Under the Church sarebbe forse stato il tipo di sound che avrei voluto portare avanti.
All'epoca le demo erano il principale biglietto da visita per una band: cassette spedite alle fanzine, alle radio, alle etichette e ai locali. Che tipo di risposta ricevettero i Wartrains? Ci furono contatti con qualche casa discografica o la possibilità concreta di trasformare quelle esperienze in un album?
Abbiamo spedito tante demo in giro per il mondo , abbiamo avuto un po di risposte , una in particolare sembrava poter portare ad un contratto vero e proprio con una casa discografica tedesca , ne discutemmo all’interno della band e ne uscì che non eravamo tutti d’accordo, quindi rifiutammo la proposta e non se ne fece nulla.
Devo dire che mi sarebbe piaciuto vedere se e cosa sarebbe successo mettendo su disco ciò che stavamo facendo , comunque è andata così e va bene lo stesso.
Oggi dei War Trains è rimasto pochissimo materiale facilmente reperibile, se dovessi raccontare in poche parole quella storia a chi non l'ha mai conosciuta, cosa vorresti che venisse ricordato dei Wartrains e di quella scena metal?
Domandona … penso che nel loro piccolo i Wartrains fossero l’inizio di un percorso con una personalità distinta , benché le sonorità avessero dei riferimenti abbastanza solidi e riconoscibili , c’era comunque della contaminazione che rendeva secondo me interessante e abbastanza personale il risultato finale ; in realtà in quel periodo c’erano veramente tante band valide anche di genere diverso dal nostro ma che comunque portavano avanti il loro percorso con determinazione , è stato un periodo secondo me importante e che vale la pena ricordare per la quantità e qualità di molte produzioni.


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