Il 14 agosto 1480, dopo la caduta di Otranto, Antonio Primaldo viene condotto davanti a Gedik Ahmed Pascià insieme agli altri prigionieri. Gli viene offerta la possibilità di salvarsi rinnegando la propria fede. Primaldo rifiuta. Secondo la tradizione, il suo gesto diventa il simbolo della resistenza degli otrantini e, nei giorni successivi, oltri ottocento uomini vengono messi a morte.
È proprio da una pagina così drammatica della storia salentina che gli Hiding Tower prendono spunto per trasformare la musica in qualcosa di più di una semplice espressione artistica. Recuperare la memoria del proprio territorio, raccontarne personaggi, vicende e patrimonio culturale attraverso l'heavy metal questa era la particolare miscela alla base della formazione leccese, una delle realtà più interessanti uscite dalla scena italiana ad inizio del nuovo secolo.
Quando nel 2005 arriva The Cry of Primaldo, gli Hiding Tower hanno già alle spalle diversi anni di attività, alcuni cambi di formazione e tre precedenti produzioni. Il nuovo lavoro rappresenta quindi un punto importante di un percorso già avviato, nel quale la musica e la storia di Otranto finiscono per incontrarsi in maniera naturale.
Nati nel 1998 con il nome Focus e diventati Hiding Tower l'anno successivo, la band arriva a questa registrazione con una formazione ormai stabile, ovvero Rudy Martignago alla voce, Luigi Patruno alla chitarra, Daniele Marcianò al basso, Dario Petrelli alla batteria e Andrea Rizzo alle tastiere.
È una line-up che permette al gruppo di esprimere con maggiore sicurezza la propria idea di progressive metal dagli accenti squisitamente classici.
Rispetto alle prime registrazioni, la band appare più rodata, consapevole e soprattutto più interessata alla costruzione di un'identità musicale che alla semplice esibizione tecnica.
Il loro progressive si muove tra metal melodico, atmosfere epiche e passaggi più articolati con la splendida voce di Rudy Martignago che contribuisce a dare al materiale un'impronta personale, mentre la sezione ritmica sostiene le composizioni con precisione e dinamismo.
Il risultato è un lavoro nel quale la componente melodica assume un'importanza notevole. Gli Hiding Tower non rinunciano alla complessità, ma cercano di mantenerla al servizio delle composizioni.
A rendere particolarmente interessante The Cry of Primaldo sono anche gli arrangiamenti. La presenza di Redi Hasa al violoncello, Antonella Prontera al violino e Antonietta Lala alla voce amplia sensibilmente la tavolozza sonora della band. Gli strumenti classici introducono momenti più malinconici e solenni e si integrano con naturalezza nell'impianto metal.
Anche dal punto di vista concettuale il lavoro mantiene una certa coerenza. Oltre alla title track, titoli come “Goodbye Idrusa” suggeriscono un legame con un immaginario preciso, evitando però di trasformare l'ep in una semplice narrazione didascalica.
Una band che aveva raggiunto un equilibrio convincente tra tecnica, gusto compositivo ed atmosfera.
Dopo questo demo la storia degli Hiding Tower proseguirà ancora per alcuni anni, fino allo scioglimento nel 2008, senza però arrivare alla pubblicazione di un vero full-length.
The Cry of Primaldo rimane quindi il documento di una band che, dopo una lunga gavetta, era riuscita a trovare una propria dimensione. Un lavoro quindi da rivalutare, sincero ed interessante, capace di raccontare una stagione dell'underground italiano attraverso una musica curata e realmente ambiziosa.
E forse la cosa più affascinante è proprio questa: gli Hiding Tower avevano costruito il proprio percorso lontano dai riflettori, arrivando a questo ultimo capitolo con una personalità che meritava probabilmente maggiore attenzione.
Beppe "HM" Diana
Anno di pubblicazione: 2005
Genere: Progressive Metal
Etichetta: Self produced
Line up:
Rudy Martignago - ocals
Luigi Patruno - guitars
Daniele Marcianò - bass
Dario Petrelli - drums
Andrea Rizzo - keyboards

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