domenica 11 ottobre 2026

Velenha - Big Game


 Brescia ha sempre avuto parecchio da dire in campo musicale. Dai Timoria agli IN.SI.DIA, passando per realtà meno conosciute ma altrettanto legate al fermento underground, la città ha saputo esprimere linguaggi differenti, senza rinchiudersi in un'unica identità sonora. In questo scenario si muovono i Velenha, formazione nata nel 1989 che ha vissuto la propria stagione più significativa tra la fine degli Ottanta e i primi Novanta, lontana dai riflettori ma con le idee ben chiare.
A molti probabilmente il nome dei Velenha dirà poco o niente, anche perché non appartengono alla generazione degli anni Ottanta, oggi spesso osannata e celebrata, ma a quella delicata fase di transizione fra la fine del decennio e l'inizio dei Novanta. Un periodo in cui tante formazioni si ritrovarono a fare i conti con una scena in trasformazione, senza per questo rinunciare alla propria identità. 
Dimenticarle, o peggio relegarle ai margini della memoria, sarebbe però un errore. I Velenha praticavano un heavy metal d'assalto, costruito sulla dinamicità di una coppia di chitarre affilate come lame di rasoio, su una sezione ritmica capace di procedere come un rullo compressore e sull'interpretazione enfatica e teatrale di un singer che sapeva dare anima ai brani, trasformando la potenza in emozione. Big Game, il loro demo del 1994, ci restituisce proprio questo spirito: quello di una band che aveva qualcosa da dire, anche senza riuscire a conquistarsi un posto fra i nomi più celebrati del metal italiano.
Cinque brani per quasi ventisei minuti di heavy metal che guarda decisamente oltreoceano. Le coordinate sono quelle dell'US Metal, con riferimenti che richiamano gli Helstar, gli Iced Earth e i Metal Church, headbanding sfrenato e quella componente melodica tipica di una stagione in cui potenza e preparazione tecnica potevano convivere senza sacrificare l'impatto.
Un discorso a parte merita Mario Granato, cantante dei Velenha e cugino carnale di Yako De Bonis, storico frontman degli Steel Crown. Un legame che aggiunge un curioso intreccio alla storia dell'heavy metal italiano, anche se la personalità di una band si misura soprattutto sul materiale che riesce a mettere su nastro.
Registrato al Sound Lab Studio e mixato nel marzo del 1994, Big Game conserva il valore documentale di una produzione nata lontano dai circuiti discografici maggiori. I cinque pezzi, dalla title track a Blinded with Your Pride, passando per Cannibal Eyes, Scream of Rage e Sad Human Race, fotografano una formazione che si riconosce nel metal tradizionale americano e cerca di ritagliarsi il proprio spazio attraverso il lavoro compositivo e la determinazione.
I Velenha non sono entrati fra i nomi più celebrati della scena italiana, ma sarebbe ingiusto liquidarli per questo. Big Game ci riporta a un periodo in cui un demo poteva rappresentare anni di prove, ambizioni e sacrifici, oltre che il tentativo concreto di trasformare una passione in qualcosa di più. Ed è proprio in queste testimonianze minori, spesso dimenticate, che si ritrova una parte autentica della storia del nostro underground.
Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 1994
Genere: US Metal
Etichetta: Self Produced

Line up:
Mario Granato - vocals
Marco Stucchi - guitars
Angelo Forciniti - guitars
Marco Basso - bass
Alberto Gaspari - drums

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