Ecco un altro tassello importante per la rinascita di una scena musicale legata al metal tradizionale che proprio in quegli anni cercava faticosamente di ripartire faticosamente dopo le macerie lasciate dall'avvento del fenomeno gunge.
Certo, nel 1996 pubblicare un disco di heavy e power metal significava andare controcorrente. Non era soltanto una questione di gusti musicali, servivano convinzione, passione e soprattutto qualcuno disposto a investire concretamente in una scena che le grandi etichette non consideravano più una priorità.
In questo scenario nasce la Sentinel Steel Records di Denis Gulbey, proveniente dall'esperienza dell'omonima fanzine dedicata al metal classico. Il primo passo discografico è affidato ai Gothic Knights, formazione di Brooklyn che nel 1996 debutta con questo album omonimo, inizialmente stampato in sole 1.700 copie.
Il gruppo si era fatto conoscere attraverso il demo To Hell and Back del 1994, conquistando l'attenzione di Gulbey proprio grazie alle pagine della sua pubblicazione. Il resto è storia underground, un accordo, un disco e la possibilità di dare una forma concreta a un progetto che altrimenti avrebbe potuto rimanere confinato nell'ambito delle autoproduzioni.
Il nucleo storico della band è rappresentato dal chitarrista John Tzantis e dal bassista Mario Cosentino, due musicisti rimasti punti di riferimento della formazione anche negli anni successivi. Attorno a loro, in questa prima prova discografica, troviamo Rick Sanchez alla voce e Brian Dispost alla batteria.
Il risultato guarda in due direzioni, da una parte l'heavy metal americano degli anni Ottanta, con il suo gusto per i riff incisivi e le atmosfere epiche; dall'altra il power metal europeo, che proprio in quel periodo stava ritrovando una nuova stagione di interesse.
La musica dei Gothic Knights non cerca di nascondere le proprie influenze. Le chitarre lavorano su strutture tradizionali, alternando passaggi robusti, aperture melodiche e accelerazioni che sfiorano lo speed metal. L'impostazione vocale di Sanchez privilegia spesso i registri alti, mentre i testi si muovono in un immaginario fantasy. Non siamo ancora davanti alla precisione compositiva delle migliori formazioni storiche del genere, ma il gruppo possiede una propria identità, legata soprattutto alla tradizione statunitense dell'heavy epico.
Creature of the Dark introduce subito le coordinate del disco, mentre Bridge Keeper convince per i cambi di tempo e le improvvise accelerazioni. Nightmare of the Witch sviluppa atmosfere più cupe, trovando un buon equilibrio fra melodia e tensione; The Magi punta invece su un andamento più diretto. War in the Sky rappresenta uno dei momenti più energici del lavoro, mentre Darkest Knight recupera quel gusto per l'epicità che costituisce uno degli elementi più riconoscibili della proposta.
Il disco non è esente da limiti certo, la produzione in primis che non sempre riesce a trasformare le buone intuizioni in episodi memorabili. Eppure, liquidarlo come l'ennesimo prodotto derivativo sarebbe ingeneroso. Il suo valore va cercato anche nel momento in cui è arrivato e nel ruolo svolto da una piccola etichetta che, anziché inseguire le tendenze commerciali, ha scelto di sostenere una band legata al metal tradizionale.
Con questo debutto, i Gothic Knights non cambiano le regole del gioco, ma contribuiscono a mantenere vivo un linguaggio musicale che molti, in quegli anni, consideravano ormai superato.
È un primo tassello importante tanto per il gruppo quanto per la Sentinel Steel, destinata a diventare un punto di riferimento per gli appassionati di heavy e power metal lontani dai circuiti commerciali.
A volte la storia dell'underground comincia proprio così, poche copie, mezzi limitati e qualcuno disposto a scommettere su una musica nella quale crede ancora.
Beppe "HM" Diana
Anno di Pubblicazione: 1996
Etichetta: Sentinell Steel
Genere: US Metal
Line up:
Rick Sanchez - vocals
John Tsantakis - guitars
Mario Cosentino - bass
Brian Dispost - drums

Nessun commento:
Posta un commento