La metà degli anni Novanta è un periodo particolarmente fertile per il progressive metal italiano. È un'epoca nella quale anche una piccola band può riuscire a varcare i confini nazionali, magari attraverso un'etichetta straniera, e lasciare una testimonianza destinata a diventare preziosa per chi, anni dopo, andrà a scavare negli archivi.
Da Monza, nel 1993, arrivano i Mystère de Notre Dame, formazione costruita sulla classica struttura a cinque elementi: Ruggero Cesana alla voce e chitarra, Joe Lacquaniti alla seconda chitarra, Gianluca Scassa alle tastiere, Roy al basso e Luciano Marinetti alla batteria. Una line-up perfettamente calata nella tradizione prog metal dell'epoca, con il doppio lavoro di chitarre e tastiere a costituire l'ossatura del sound.
Nel 1996 arriva l'omonimo debutto, pubblicato dalla tedesca Music Is Intelligence. Il riferimento al progressive metal americano è evidente, con Dream Theater, Eternity X e primi Shadow Gallery tra le coordinate più facilmente individuabili. Ma dietro l'influenza dei nomi più celebrati del periodo c'è una band che cerca comunque una propria strada, soprattutto quando le composizioni si fanno più elaborate e meno immediate.
"Dominus" apre il disco con chitarre tecniche, tastiere in evidenza e una struttura decisamente power/prog.
"Jeerotondo" insiste sulla componente virtuosistica, con riff articolati e continui incastri fra chitarra e tastiera.
"Mystery House" aggiunge maggiore spazio alla melodia e alle atmosfere, mentre "Nik Dyom" è l'episodio sicuramente più tortuoso giocato essenzialmente su una componente strumentale d'alto rango elitario.
"Out Of The Row" recupera immediatezza senza rinunciare ai cambi di tempo e alle strutture progressive.
"Re-Absurd" adotta soluzioni più personali, mentre "The Absurd" accentua la componente atmosferica e sperimentale.
"The Question Mark" chiude alla grande il lavoro riprendendo caratterizzata da un buon dialogo fra chitarre e tastiere e dal vivo garantiva un gran bello spettacolo.
I Mystère de Notre Dame mostrano una certa personalità e una crescente voglia di uscire dagli schemi più prevedibili. È proprio questa evoluzione interna a rendere oggi interessante il loro unico album. Una testimonianza di quella fertile stagione del progressive metal italiano anni Novanta, quando tecnica e ambizione non mancavano e molti gruppi cercavano semplicemente l'occasione giusta per trasformare le proprie idee in un disco.
Quell'occasione, per i Mystère de Notre Dame, rimase affidata a questo album. E a distanza di trent'anni, è sufficiente per ricordarsi di loro.
Beppe "HM" Diana
Anno di pubblicazione: 1996
Genere: Progressive Metal
Etichetta: WMMS
Line up:
Ruggero Cesana - vocals, guitars
Joe Lacquaniti - guitars
Gianluca Scassa - keyboards, programming
Roy - bass
Luciano Marinetti - drums

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