Anno Domine 1998. La scena classic metal americana è ormai un cumulo di macerie, soprattutto quella underground, stritolata da un caterpillar di proporzioni gigantesche chiamato alternative rock. Prima l’esplosione del grunge, poi l’avvento del new punk hanno contribuito a mandare in frantumi un mercato discografico che, per quanto riguarda l’heavy metal tradizionale, sopravvive ormai quasi esclusivamente grazie alla passione di pochi irriducibili.



