venerdì 18 settembre 2026

New Religion - Ep 1994


 A Rochester, New York, qualcuno nel 1994 deve aver pensato che il progressive metal avesse ancora parecchio da dire. E così, invece di adeguarsi ai tempi, i New Religion presero chitarre, basso, batteria e un cantante dalla voce alta e decisamente ambiziosa, edificando un heavy metal tecnico e melodico che guarda senza troppi problemi verso la scuola dei Queensrÿche.
Il risultato fu questo omonimo EP: appena quattro brani per diciannove minuti, ma abbastanza materiale per capire che dietro il nome quasi biblico, non c'è nessuna intenzione di predicare la semplicità.
Stearns Bullen alla voce, Jon Romanowski e Anthony Church alle chitarre, Todd Samolis al basso e Steve Daniels alla batteria formano, un quintetto che punta tutto su una miscela di US power, progressive metal e melodie vocali di scuola americana. La formula non è nuova, ma la preparazione strumentale è evidente. 
“Desire” apre l'EP con riff robusti, aperture melodiche e una voce alta e pulita che richiama immediatamente la scuola americana più raffinata.
“World Gone Mad” alza il tasso progressivo con una costruzione più articolata, cambi di atmosfera e un buon dialogo tra le due chitarre.
“One in a Million” punta maggiormente sulla melodia, alternando passaggi aggressivi e aperture più ariose senza perdere mordente.
Chiude “Tainted Angel”, il brano più lungo, nel quale le diverse anime del gruppo — power, progressive e heavy metal — trovano un equilibrio convincente.
Il riferimento ai Queensrÿche rimane evidente, soprattutto nell'impostazione vocale e in alcune soluzioni compositive, ma sarebbe riduttivo liquidare i New Religion come semplici imitatori. La band possiede tecnica, idee e soprattutto una buona capacità di costruire canzoni.
Peccato che la storia si sia fermata praticamente qui, o quasi. Altre registrazioni realizzate tra il 1994 e il 1995 rimasero inedite, lasciando i New Religion confinati all'underground, mentre l'album con i quali i nostri debuttarono sul mercato, oltre ad essere totalmente auto prodotto, vede la formazione newyorkese alle prese con un hard rock tendenzialmente di natura psicadelica anni luce da questo debutto.
Questo ep resta quindi una piccola testimonianza di quel progressive metal americano che, nei primi anni Novanta, continuava a resistere lontano dai riflettori.
Niente miracoli, nessuna rivoluzione: solo buon metal suonato da musicisti preparati. E, a volte, per meritare una riscoperta basta questo.
Beppe "HM" Diana

Anno di pubblicazione: 1994
Genere: Progressive/power metal 
Etichetta: Self Production

Line up:
Stearns Bullen - vocals 
Jon Romanowski - guitar 
Anthony Church - guitar 
Todd Samolis - bass 
Steve Daniels - drums

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