Avere oggi l'onore di intervistare Roberto Bruccoleri, dopo tanti anni, ha qualcosa di particolare. Non soltanto perché è passato parecchio tempo da quando ci incrociavamo ai concerti della sua band, ma perché ci sono persone che, quando le risenti, hanno il potere di riportarti immediatamente indietro, dentro un'epoca che sembrava ormai lontanissima. E con Roberto questo viaggio nel tempo è stato praticamente inevitabile.
Questa intervista nasce proprio da qui, dal piacere di ritrovare una vecchia conoscenza e dalla voglia di rimettere insieme i pezzi di una storia che abbiamo vissuto, ciascuno dalla propria prospettiva. Una storia che passa inevitabilmente dai Projecto, da quegli anni in cui un demo registrato con pochi mezzi, poteva rappresentare una speranza enorme e nei quali riuscire finalmente a pubblicare un album per la gloriosa Underground Symphony sembrava la conferma che tutti quegli anni di gavetta, sacrifici e sale prova avevano finalmente trovato un senso.
Riascoltando oggi quei dischi, però, è inevitabile porsi una domanda: quanto ci credevano davvero i Projecto? E quanto, forse, avrebbero potuto crederci ancora di più?
Il singer ligure, con una sincerità che traspare chiaramente dalle sue parole, non si sottrae nemmeno a questo tipo di riflessione. Ripercorre la nascita della sua esperienza nella band, racconta le registrazioni con Frank Andiver, il lavoro sui brani e sulle parti vocali, i rapporti tra i musicisti e le aspettative che accompagnarono quei primi passi discografici.
Ma soprattutto, guardando oggi a quella stagione, non ha paura di parlare anche di ciò che avrebbe potuto essere diverso. Perché certe storie, a distanza di tanti anni, non hanno bisogno di essere edulcorate, hanno già dentro tutto quello che serve. Basta tornare ad ascoltarle con le orecchie e, soprattutto, con la memoria di chi quegli anni li ha vissuti davvero.
Intervista raccolta da: Beppe "HM" Diana
Ciao Roberto benvenuto sulle nostre pagine e grazie per il tempo che ci stai volendo dedicare. dunque, quando arrivi nei Projecto la band aveva già alle spalle tre demo e diversi anni di gavetta. Tu da quale esperienza musicale provenivi? In quale band avevi militato prima e cosa ti convinse ad accettare la proposta dei Projecto?
Ciao Beppe ma che bello rivederti di sentirti soprattutto in questa veste così vintage come un tempo allora ti rispondo subito quando sono arrivato nella band avevo già cantato in diversi gruppi genovesi ma non nello stile dei PROJECTO. all'epoca ero nel cast di un musical il Jesus Christ superstar insieme al vecchio cantante dei projecto, Andrea de Stefanis, a Fabio Zunino e Roberto Tiranti. L'allora secondo chitarrista Daniele Indimberge (r.i.p.) dapprima mi fece conoscere la band quando con Tiranti collaborammo per i cori al demo, quando poi Andrea si allontanò per formare gli Shadows of Steel, Daniele e Fabio "sponsorizzarono" il mio nome agli altri componenti e mi chiamarono ....e io accettai!
Entrando in una formazione che aveva già sviluppato un proprio linguaggio, cosa pensi di aver portato di nuovo? C'era qualcosa che secondo te mancava ai Projecto prima del tuo arrivo e che il tuo stile vocale riuscì ad aggiungere?
Guarda Beppe il discorso del sound dei projecto è un discorso molto diciamo delicato ovvero ognuno dei componenti a ha portato il suo gusto e il suo background l'unico vero metallaro è stato Vic gli altri avevano del background chi più chi meno diverso e forse questo che ha creato il sound particolare che si sente sia nel primo forse meno nel secondo album io arrivo dall'hard rock mi sono adattato ai cliché delle voci delle Power metal ma arrivo comunque da quella scuola Luca è un bravissimo batterista con gusti progressive stessa cosa vale anche per PJ Fabio forse è l'unico musicista in seno la band più duttile ma comunque rimane molto legato a un sound prettamente metal dal punto di vista iron Maiden come modo di suonare lui ad ora quella band tutto questo messo nel calderone ha portato a ad avere il sound che si sente al lavoro finito nel primo disco
Che ricordi hai dei tuoi primi giorni nella band? Quale fu la tua prima impressione di Vic Mazzoni e degli altri musicisti? Ci fu subito sintonia oppure avete avuto bisogno di un periodo di rodaggio?
Mi ricordo che i primi giorni che ho passato insieme a loro sono stati all'insegna all'insegna dei dei vari simpatici commenti perché ovviamente Vic con i suoi gusti mal si sposava con il mio modo di cantare però apprezzava molto il il modo di di porre la mia voce nei nei brani gli altri invece erano molto contenti perché risaltavo molto le dinamiche che è una cosa che come tu ben sai è prerogativa del genere da dove provengo però poi riascoltando più volte in saletta le prove anche Vic si è convinto che era un buon risultato soprattutto i lanci sui ritornelli forse anche molto abituato a risentire i brani per molto tempo calcola che i brani finiti sul primo disco sono lavori che sono stato stati frutto di anni e non di mesi...
I Projecto cercavano di superare gli schemi del power metal più tradizionale, mescolando melodia, tecnica ed aperture progressive. Quanto ti apparteneva quella direzione? Dovesti modificare il tuo modo di cantare per adattarti alle loro composizioni?
Per quanto mi riguarda è stato estremamente stimolante proprio per il discorso che ti ho fatto prima non c'era una direzione precisa non c'è mai stata non c'è mai stata quando poi abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio e abbiamo avuto quella fiatamento che c'è sempre poi c'ha sempre poi accompagnato ognuno di noi ha portava delle modifiche degli dei miglioramenti a ogni brano Vic che era quello che coordinava tutto dalla base dal brano embrionale fino alla stesura finale però il concepimento era opera di tutti perché ovviamente ognuno suonava e sviluppava il proprio strumento e quindi la propria parte
Il debutto omonimo arriva nel 1998 per Underground Symphony, dopo un lungo percorso nell'underground ed una demo registrata proprio per trovare un deal discografico. Cosa provasti quando finalmente vi trovaste con un vero album tra le mani? Sentivate di aver raggiunto il primo grande traguardo oppure pensavate già a come superarlo?
Quando uscì il primo album l'unica cosa che ti posso dire grande orgoglio e grande soddisfazione perché come tu ben sai come sanno tutti i gli appartenenti a quell'epoca c'era un grande fermento per quanto riguarda la scena musicale dell'epoca e uscire con un album con quelle condizioni in quel modo e avere soprattutto degli apprezzamenti è stato sicuramente un enorme soddisfazione non tanto personale ma per tutto il lavoro svolto della band
Il disco venne prodotto da Frank Andiver. Che ricordo hai delle registrazioni e dei Zenith recordins? Quanto era importante, per una band ancora giovane, poter lavorare con un musicista e produttore che conosceva molto bene quella scena?
Guarda a lavorare con Frank è stato sicuramente un un'esperienza bellissima e soprattutto un'esperienza non solo che porta nel cuore perché io ho lavorato con Frank non solo per quanto riguarda i projecto ma anche per le collaborazioni che all'epoca poi ho fatto per l'underground Symphony e ogni volta che mi sono avvalso della sua collaborazione della sua professionalità è sempre stata un'esperienza bellissima non solo per la sua professionalità ma anche per l'ambiente gioviale l'ambiente simpatico per nulla stressante di studio dove in un ambiente del genere ti trovi spesso e volentieri sotto stress ora non siamo dei professionisti e quindi non vorrei sembrare presuntuoso però comunque ci si trova sempre in situazioni particolari mentre invece io mi sono sempre trovato molto a mio agio Frank è una persona splendida mette a proprio agio sempre le persone ha sempre trovato il modo di risolvere anche quelle che sono le problematiche tecniche o anche umane mi ricordo che i primi giorni di registrazione avevo un calo di voce e lui mi diede una soluzione istantanea che ho subito colto, con risultati ottimi e immediati
Come venivano definite le tue parti vocali? Le melodie erano già schematizzte da Vic e dagli altri, oppure avevi la possibilità di intervenire personalmente sulla linea vocale, sulle armonizzazioni e sugli arrangiamenti?
Allora per quanto riguarda il primo disco come mi ripeto erano brani sviluppati da tanto tempo Io non ho fatto altro che modificarli solo ed esclusivamente alla base del fatto che io cantavo in una certa maniera e ho cercato di fare delle migliorie sulla mia persona sul mio modo di cantare ovviamente mantenendo solo ed esclusivamente i cliché del genere abbiamo fatto delle modifiche ai testi fino ad apportare quello che si sente sull'album Ma questo l'abbiamo fatto tutti insieme le persone che che facevano questo tipo di lavoro eravamo io Fabio e soprattutto per quanto riguarda il primo disco perché ovviamente non mi sarei mai permesso di arrivare in seno ad una band e stravolgere totalmente una cosa già esistente almeno che non mi fosse chiesto io soltanto messo del mio fortunatamente è piaciuto almeno così sembra discorso diverso invece per il secondo dove i testi li abbiamo sviluppati e Fabio come peraltro anche alcune linee vocali Fabio e molte le ho fatte io sempre e comunque con la coordinazione di Vic che aveva sempre comunque diciamo così la sua ultima parola perché erano comunque creazioni nate dalle sue magiche mani
All'epoca Projecto ricevette ottime recensioni anche dalla stampa specializzata. Vi arrivarono riscontri dall'estero? E soprattutto, avevate la sensazione che quel disco potesse permettervi di uscire dal circuito underground italiano?
Ti dirò caro Beppe devo essere sincero all'epoca io c'ho creduto forse.... sì forse sì... ma per essere sincero nel mondo della musica devi essere un po' sognatore e nello stesso tempo devi rimboccarti le maniche per esserlo e questo lo dico adesso alla mia veneranda età diciamo che dovevamo crederci di più e ho detto tutto...
Due anni dopo arriva Crown of Ages. Rispetto al debutto il disco appare molto più orientato verso il power metal melodico, pur mantenendo tecnica e aperture progressive. Era una scelta precisa? Volevate rendere la musica più immediata oppure quella trasformazione avvenne semplicemente in maniera naturale?
Consolidata la formazione abbiamo iniziato a mettere mani a crawn of ages.... io chiedo a Vic e agli altri se si poteva fare un album che avesse un tema comune .... che avesse un fil rouge così nasce l'album nasce non facilmente con l'idea del viaggio nel tempo molto travagliato come album sonorità molto più dirette meno progressive molto più vicine al powerspeed molto amato da Vic a tutt'oggi credo dopo tanti anni che sia un buon album ci sono certi brani che sono molto belli non rinnego nulla di quell'album però dovevamo secondo il mio modesto parere forse sperimentare di più credo che che il secondo album sia molto più un album dedito alle sonorità di Vic che non alle sonorità dei Projecto anche se ci sono degli sprazzi dove si coglie l'entità vera dei Projecto però è anche vero che sono sempre dell'idea che non non ci siano album copia e incolla secondo me ogni album deve essere diverso il primo era il primo il secondo e il secondo ed è anche giusto che sia così e questo vale a mio giudizio per ogni band
La produzione di Crown of Ages rappresentò un ulteriore salto di qualità: Frank Andiver alla produzione, registrazioni agli Zenith Recording Studios, mix all'Octagonal Studio di Parigi e mastering affidato a Mika Jussila ai Finnvox di Helsinki. Che impatto ebbe per voi lavorare con professionisti di quel livello? Vi rendevate conto di avere tra le mani un prodotto ormai competitivo anche sul mercato internazionale?
Sì Beppe ci rendevamo conto di ogni cosa ci siamo sempre resi conto del valore del lavoro che sei stato dietro ma a onor del vero È stato veramente un lavoro molto molto stressante per tutti il travaglio per l'uscita dell'album e quindi non siamo riusciti a valorizzare a pieno la soddisfazione al pari del primo album la soddisfazione del lavoro svolto lo dico col cuore in mano perché quando uscì l'album eravamo veramente stanchi
Anche la copertina, affidata a Luis Royo, dava al disco un'immagine molto più ambiziosa. Quanto curavate allora l'aspetto visivo e l'identità complessiva dei Projecto? Avevate già la sensazione di poter fare il salto verso un livello professionale?
Cercavamo nel nostro piccolo di riuscire a farlo non ci siamo riusciti proprio per il discorso che ti ho fatto prima non ci abbiamo creduto nel modo dovuto
Riascoltando oggi Crown of Ages, quali sono secondo te i brani che rappresentano meglio quella fase della band? E personalmente, quale canzone senti più vicina al tuo modo di intendere il canto?
Secondo me tutto l'album rappresentano i Projecto di quel periodo indistintamente, per quanto mi riguarda Thunder of love è il brano che amo di più
Durante l'attività dei Projecto avete condiviso il palco con molte delle realtà più importanti del power metal italiano, dai White Skull ai Labyrinth, Vision Divine, Skylark e Secret Sphere. Quale di quelle esperienze ti ha lasciato maggiormente qualcosa, non soltanto dal punto di vista musicale ma anche umano?
Credo che tu ci sia stato perché tu personalmente ci hai seguito in molte molte circostanze live il concerto che ricordo sicuramente con con più affetto che mi è rimasto sicuramente più impresso nella memoria è stato insieme ai vision divine in apertura dei vision divine a Lu Monferrato al mephisto dove avevamo portato una cover oltre che i nostri brani ovviamente originali mi ricorderò sempre che che tra la bonanima di vick è olaf c'è sempre stata una grandissima amicizia e stima quella sera noi portammo la cover dei Symphony x e Vic si preparò in una maniera quasi maniacale nelle parti di chitarra e quando noi scendemmo dal palco per dare spazio ai vision divine di Olaf vidi olaf che fece un sacco di complimenti a Vittorio e poi anche gli altri ci fecero i complimenti ma ovviamente non solo per la buona riuscita della cover ma anche per la buona riuscita di tutto il concerto Ma perché comunque in quell'ambito noi ci siamo sempre trovati molto bene quei vision divine da sempre senza disdegnare ovviamente labyrinth anche perché io con Roby ci sono cresciuto quindi non posso che parlarne bene bene e ma anche coi White skull con tutte le band di quell'epoca non posso che parlarne bene molte erano poi anche della nostra stessa scuderia quindi non non c'era nessun tipo di rivalità o cose simili quindi direi che fortunatamente ci siamo sempre comunque trovati bene e poi Beppe tu ci conosci ci hai conosciuto meglio dire non siamo mai stati gente con la puzza sotto il naso siamo sempre stati terra terra umili l'umiltà è sempre stata la nostra prerogativa noi a noi ci piaceva a suonare punto quindi.....
Avete partecipato anche alla prima edizione del Power Metal Fest di Lu Monferrato. Che ricordi hai di quella giornata? Che ambiente trovasti e quanto era forte, in quel momento, la sensazione che il power metal italiano potesse davvero costruire una scena propria?
Solo ricordi belli come tutte le date che abbiamo fatto sempre sia Lu Monferrato sia None al pub 4 assi e come anche in tutte le altre date che abbiamo fatto in locali che hanno dato spazio alle band dell'epoca bellissime a Lucca al savana mi ricordo del Topsy....del Supermarket a Torino...tutte belle e bellissimi ricordi
Dopo Crown of Ages, però, qualcosa comincia a cambiare. La storia dei Projecto rallenta fino praticamente a fermarsi. Che cosa successe realmente attorno alla band dopo quel disco? Ci furono problemi personali, musicali, discografici oppure semplicemente strade diverse che cominciarono a prendere il sopravvento?
Iniziarono i veri problemi si iniziarono i veri problemi perché abbiamo messo giù del materiale però poi Luca se ne andò abbiamo poi preso un altro batterista Daniele che portò aria fresca alla band ma non bastò perché non durò tanto questa ventata di aria fresca perché ehm iniziarono poi le problematiche caratteriali io volevo di più volevo avere diciamo più spazio decisionale Vic è sempre stata una persona che proprio per il suo carattere aveva paura di fidarsi non tanto a livello musicale nei confronti dei degli altri componenti della band ma proprio nel modo di porsi a livello decisionale sia insieme alla band che soprattutto fuori la band aveva un terrore di che qualcuno forse potesse far male alla sua creatura in più aveva già iniziato ad avere delle problematiche sue personali fatto sta che ehm da lì a breve ci fu uno scontro tra me evic che mi portò all'allontanamento e così rimasero senza un cantante so che poi trovarono alcune voci ma forse per orgoglio forse per un senso di non so neanche dirti cosa passarono parecchi anni prima della riconciliazione tra me e Vic ma nel frattempo i Projecto erano già un vecchio ricordo si erano già sciolti del tutto
In quegli stessi anni Vic Mazzoni era coinvolto anche in altri progetti, tra cui i Wonderland. Quanto influirono queste nuove opportunità sulla continuità dei Projecto? Era diventato difficile conciliare i diversi impegni oppure il problema era più generale?
No non credo che la motivazione di questa di queste motivazioni che hanno portato allo scioglimento o allo o anche all'allontanamento mio di Luca fossero dovute alla scelta di Vic di collaborare con altre band assolutamente no anzi anzichè sempre stato una persona che musicalmente parlando estremamente fervida e questo ha comportato sicuramente un discorso che doveva per forza dare non solo in seno alla sua band ma anche ad altre persone probabilmente anche in maniera diversa perché sia Projeco che Woderland hanno in comune Vic, e si sente, ma sono molto lontani come entità musicale, e ciò è solo che un bene, dico io
Ti chiedo anche una cosa che spesso rimane fuori dalle biografie ufficiali: quando una band arriva a quel livello e poi si ferma, esiste quasi sempre un momento preciso in cui i musicisti capiscono che qualcosa non funziona più. Ricordi quando hai avuto la sensazione che i Projecto non sarebbero più riusciti a proseguire come prima?
Personalmente sì posso risponderti quando sono andato via dalla band ma è un mio personale giudizio perché se avessero trovato una persona al mio posto sicuramente sarebbero andati avanti e ne sarei stato anche molto contento però ti dico a livello mio personale sono finiti purtroppo quella sera in cui sono andato via
Parallelamente ai Projecto partecipasti alla registrazione di un album degli Ivory di Torino, rimasto poi inedito per diversi anni. Come nacque quella collaborazione e che ricordo hai di quel materiale? E quando gli Ivory tornarono successivamente attivi, arrivasti anche a diventare per un periodo il loro cantante: come fu ritrovare quella band a distanza di tempo?
Collaborai con loro come con altri in quel periodo e loro erano molto vicine al sonorità Power metal anni dopo fui ricontattato da Salvo con mia sorpresa avevano stravolto totalmente il loro genere musicale avvicinandosi molto di più a quelli che sono sempre stati i miei gusti personali quindi un hard rock suonato molto bene arrangiato molto bene di gusto e quindi io ho preso la decisione di collaborare di nuovo con loro alla registrazione del loro album dando la mia voce al loro album di ripresa e riprendendo in mano i loro il loro brani riscrivendo testi e riscrivendo anche le melodie vocali e così è nato l'album degli Ivory dove c'è la mia voce
Vorrei parlare di Vic Mazzoni. La sua scomparsa tragica ha lasciato un vuoto enorme tra le persone che lo conoscevano. Tu hai condiviso con lui anni di musica e di vita: che persona era Vic lontano dal palco? Lo ricordi come un ragazzo buono, scherzoso, sempre pronto alla battuta, ma anche con una dimensione più introspettiva? C'erano aspetti del suo carattere che ti avevano particolarmente colpito e che oggi, ripensandoci, senti ancora più significativi?
Vic è stato come un fratello io lo porto sempre nel cuore sì è vero abbiamo condiviso tanto sul palco e fuori dal palco siamo stati lontani per molto tempo proprio per quel discorso che ho detto prima ma ci siamo poi riavvicinati anche musicalmente perché gli ultimi tempi lui si era anche molto più aperto come visuale musicale non era un metallaro nudo e crudo ma di gusti più ampi come persona è sempre stata una persona che si apriva a poche persone ma quando lo faceva e posso garantirlo questo era una persona speciale e non parlo soltanto a livello musicale
Prima di concludere volevo chiederti come stan andando il progetto Hungry Daze che vede coinvolti alcuni ottimi musicisti del savonese, pensi ci possa essere spazio per un secondo album in studio?
Allora per quanto riguarda la mia attuale band sta andando bene direi sì sono coinvolti anche degli ex Projecto attualmente stiamo iniziando a lavorare sul secondo disco e stiamo lavorando sui brani e credo che verrà un lavoro ben fatto e poi ovviamente i giudizi li farà chi ascolta noi cerchiamo di fare sempre al nostro meglio
Chiudiamo con la scena di quegli anni e con quello che è rimasto oggi. Sei ancora in contatto con i musicisti della band, con l'amico Maurizio Chiarello e altri protagonisti di quella stagione? E soprattutto, considerando che ancora oggi esiste un legame tra voi e che la storia dei Projecto continua a essere riscoperta, pensi che ci siano brani inediti, registrazioni o materiale d'archivio che potrebbero un giorno essere recuperati e pubblicati?
Sì sono rimasto in contatto con Maurizio non abitiamo tanto lontani quindi però non è che ci sentiamo spesso anzi però ogni tanto come del resto anche con il resto delle persone che facevano parte di quell'epoca La maggior parte sì ho tanti contatti sui social sicuramente per quanto riguarda invece il discorso del materiale dei projector non dico nulla perché ho un po' di riservatezza in merito devo essere sincero però ci potrebbe essere qualcosa non dico altro....

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