Ci sono band che, quando ne riscopri la storia a distanza di decenni, ti lasciano addosso una sensazione difficile da spiegare. I Tilt sono una di queste.
Nella seconda metà degli anni Ottanta il nome dei Tilt circolava nell'ambiente del British Metal come quello di una delle nuove promesse da tenere d'occhio. Provenienti dall'East End londinese, avevano fatto la gavetta vera, quella fatta di furgoni, piccoli locali, lunghi viaggi sulle strade inglesi e concerti davanti a poche persone. Ma avevano anche condiviso palchi importanti con nomi come Angel Witch, Wolfsbane e Paul Di'Anno, costruendosi lentamente una reputazione.
Poi arrivò Ride the Tiger.
Pubblicato nel 1988 dalla piccola T-Mac Records, l'album racchiudeva perfettamente lo spirito della band: heavy rock britannico, riff potenti, melodie immediate e una vena più aggressiva che guardava già verso il metal americano. Un disco registrato con mezzi limitati e in tempi strettissimi, ma proprio per questo capace di conservare quella spontaneità e quell'energia che spesso i budget più importanti finivano per soffocare.
I Tilt, però, sembravano destinati a qualcosa di più. Arrivarono anche gli interessamenti di EMI e Phonogram e, soprattutto, quella consacrazione arrivata da una voce che nel mondo del rock non aveva certo bisogno di presentazioni. Quando a Lemmy venne chiesto quale fosse la migliore nuova band inglese, la risposta fu semplicemente: "Tilt".
Eppure la storia prese una strada diversa.
L'industria discografica non seppe — o non volle — trasformare quelle promesse in una vera carriera. L'uscita di Dave, la successiva sostituzione con Gipsy e una crescente frustrazione portarono infine allo scioglimento della band nel 1991.
Quella di Ride the Tiger rimase così una di quelle classiche storie del rock inglese fatta di talento, occasioni mancate e tempi forse sbagliati. Una storia che sarebbe potuta finire lì.
Ma non è finita.
Anni dopo, Lance è tornato a imbracciare la chitarra, ha dato vita ai Valpurgis Night e ha ripreso a scrivere musica. Nel frattempo, Ride the Tiger è stato riscoperto e ristampato dalla No Remorse Records, permettendo a una nuova generazione di ascoltatori di conoscere una band che, all'epoca, avrebbe potuto davvero fare il salto di qualità.
Abbiamo parlato con Lance del periodo d'oro dei Tilt, delle serate nell'East End, dei tour con i minatori, degli Hells Angels come roadie, delle registrazioni di Ride the Tiger, delle occasioni perse con le major, di Dave, di Gipsy e della possibilità — perché nel rock non si sa mai — che quella vecchia tigre possa tornare a ruggire.
Buona lettura.
Intervista raccolta da Beppe "HM" Diana
Ciao Lance, e grazie per la tua disponibilità. Siamo qui per parlare dei Tilt. Quali sono i tuoi ricordi più belli dei primi tempi della band?
Ciao Beppe. I miei ricordi più belli dei primi tempi sono legati al tour del 1984 nel nord dell'Inghilterra, durante lo sciopero dei minatori. Vivevamo in un furgone e passavamo le notti a fare festa con i minatori, praticamente senza mai fermarci. Andavamo spesso in tour anche in Galles e ci divertivamo a vedere chi riusciva a rimorchiare le ragazze più brutte... avevamo davvero l'imbarazzo della scelta! Ah ah ah!
Arrivavate da Londra, una provenienza molto strategica sotto molti punti di vista che poteva rappresentare un vantaggio, ma quanto era difficile per una band come la vostra costruirsi una solida reputazione nella propria zona all'epoca?
Avevamo costruito un seguito piuttosto importante nell'East End di Londra e speravamo di seguire le orme degli Iron Maiden. Il problema era che poi ti trovavi a percorrere 200 miglia in autostrada fino a Hull, magari un lunedì sera, per suonare davanti a due persone e un cane... e la cosa era abbastanza demoralizzante!
Eravamo soliti guardare i video di Bad News e Spinal Tap e pensavamo che quei bastardi fossero davvero fortunati!
So che all'epoca avete suonato in tour con band come Wolfsbane, Angel Witch e Paul Di'Anno. Avevate alle spalle un buon manager? È vero che i vostri roadie erano i famosi motociclisti Hells Angels?
Il nostro manager era un ex pugile, un tipo davvero tosto. Facemmo uno showcase per EMI e Phonogram Records, che erano entrambe interessate a metterci sotto contratto, ma lui mandò tutto a puttane. È stata dura da accettare.
E sì, avevamo dei VERI Hells Angels come roadie: Deano e gli altri.
Provavamo al Royal Standard, nell'East London... sotto il bancone c'erano fucili a canne mozze e all'ora di pranzo c'erano spogliarelliste. Bei tempi!!!
Leggendo le note del libretto, ho capito che prima dell'LP non avevate pubblicato alcun demo. È corretto?
Avevamo registrato diversi demo prima di pubblicare Ride the Tiger, ma nessuna di quelle canzoni è mai arrivata su vinile.
Quanto è stato difficile registrare un album come Ride the Tiger che, in pratica, era finanziato da una piccola etichetta come la T-Mac Records? Non avevate a disposizione un budget particolarmente elevato, giusto?
La registrazione di Ride the Tiger venne fatta in due settimane nell'East London. Avevamo 2.000 sterline e praticamente facemmo tutto al primo tentativo. Anche se, a dire il vero, passammo parecchio tempo a giocare ai videogame!
Io spinsi molto affinché registrassimo il nostro vero sound dal vivo e mi battei contro quello che volevano tutte le case discografiche: delle copie carbone di Bon Jovi ed Europe, gruppi che detestavo.
Quando uscì l'album, ricordo di essere entrato nel negozio Virgin di Oxford Street, a Londra, e di aver visto una sezione tutta dedicata ai Tilt.
Mi sono sentito una rockstar! Ah ah!
Ahahah, fantastico! Il sound dell'LP è molto particolare: una miscela di hard rock pesantemente incentrato sulle chitarre e un approccio abbastanza radiofonico. Immagino quindi che, come musicisti, aveste background e gusti musicali differenti, giusto?
Avevamo influenze molto diverse.
Dave era un grande fan dei Led Zeppelin e oggi canta con i Led Zepagain a Los Angeles, in America.
Richie adorava le band americane come Kiss e Van Halen.
Mark e Tony amavano gli AC/DC.
Io invece ero influenzato dagli Scorpions e dai Judas Priest, cosa che credo si possa sentire chiaramente nei riff.
Cosa puoi raccontarmi del processo di scrittura dei brani, in particolare di canzoni come Dark Heart, Bedlam Rocks e della title track?
Ho scritto e arrangiato tutte le canzoni, compresi i testi, quindi posso spiegarti cosa avevo in mente all'epoca.
Ride the Tiger era probabilmente influenzata dai Metallica. Ero l'unico componente della band realmente interessato ai gruppi più pesanti come Metal Church, Exodus e Accept e volevo scrivere qualcosa sull'imminente olocausto nucleare che ero convinto stesse per verificarsi.
Dark Heart si è rivelata una profezia, perché alla fine è diventata una canzone sul mio primo matrimonio... e non aggiungo altro!!!
Bedlam Rocks era fortemente influenzata dagli Scorpions. Dave, in quel brano, sembra addirittura Klaus Meine.
Molte volte ho letto che i Tilt erano considerati una delle più grandi promesse del British Metal. Quali erano le vostre aspettative all'epoca?
Alla fine degli anni Ottanta stavamo guardando un programma televisivo nel quale a Lemmy dei Motörhead venne chiesto:
"Qual è la migliore nuova band inglese?"
"Tilt", rispose senza alcuna esitazione.
E noi lo eravamo, cazzo.
Nel momento migliore della vostra carriera Dave lasciò la band e venne sostituito da un cantante americano conosciuto semplicemente come Gipsy.
Sì, Dave ci lasciò nei guai andando a New York e poi a Los Angeles, ma Gyp fu un ottimo sostituto e un frontman straordinario.
Purtroppo quando Dave se ne andò ci fece perdere anni.
Alla fine ci sciogliemmo per la frustrazione totale nei confronti di un'industria musicale che ci ignorava completamente.
Avevo due bambini piccoli da mantenere, quindi diventai corriere in motocicletta per sostenere la mia famiglia, mentre i miei giorni da rockstar finirono purtroppo in una confusa spirale di alcol e droghe...
Sei soddisfatto della nuova edizione di Ride the Tiger pubblicata dalla No Remorse Records? Che tipo di accoglienza avete ricevuto dalla stampa specializzata e dai vostri fan?
Chris Papadatos mi contattò su Facebook e mi chiese se fossi stato interessato a ripubblicare Ride the Tiger.
Gli ho praticamente morso la mano!!!
Gli ho consegnato anche un DVD dal vivo contenente alcune canzoni mai pubblicate prima, che avevamo eseguito all'Hippodrome nel 1989.
Potete trovare queste canzoni su YouTube.
Sono rimasto in contatto con tutti gli ex componenti dei TILT e attualmente stiamo valutando la possibilità di realizzare un secondo album...
Credo che Chris abbia fatto un lavoro fantastico con la rimasterizzazione e invito i vostri lettori a dare un'occhiata anche alle altre band pubblicate dalla No Remorse Records, perché Chris è un pioniere della scena musicale moderna: un uomo che mette i propri soldi dove mette la bocca!
Prima di concludere, cosa puoi dirmi del nuovo album dei Walpurgis Night?
Ho formato i Valpurgis Night nel 2008.
Dopo lo scioglimento dei Tilt, nel 1991, avevo smesso di suonare e di scrivere canzoni per almeno quindici anni, perché ero completamente distrutto.
Avevo voltato le spalle alla scena musicale e mi ero dedicato soprattutto alle motociclette e al sostegno dell'Arsenal FC.
Poi, un giorno, ripresi in mano la mia chitarra e pubblicai Psalms of Solemn Virtue per la Rising Records (dei totali coglioni).
Ero maggiormente influenzato da band come Amon Amarth e Candlemass, e credo che si possa sentire nei miei arrangiamenti.
Abbiamo un altro album già terminato, ma al momento non ho i soldi necessari per pubblicarlo, quindi per ora i Valpurgis Night sono "on ice", come si dice...
Ah ah ah!
Lance, vuoi fare un saluto speciale ai nostri lettori?
Per concludere, voglio salutare tutti i metalhead italiani!
Recentemente sono andato a vedere i Rhapsody of Fire, perché amo da morire quella band!!!!!
Fanculo, ragazzi: continuate a tenere viva la fiamma del metal!

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